27 marzo 2010
Amiche
e amici della Luna, se vi garba cominciamo con un veloce resoconto
delle ultime imprese della Compagnia dei Lunatici.
Dopo la bella
camminata di San Silvestro, che si era conclusa nel più felice
dei modi attorno ad una lunga tavolata nella foresteria dell'Abbazia
di Sant'Albino (very medioevale, anche senza mascherarci da antichi
lumbard e brandire spadoni alla Alberto da Giussano), abbiamo fatto
un'uscita poco più che simbolica il 12 febbraio per
contribuire a modo nostro all'iniziativa nazionale Mi Illumino Di
Meno. La Luna non c'era (si era prossimi al novilunio), però
il cielo era pieno di stelle che scintillavano come candeline di
ghiaccio, e in effetti faceva un freddo cane; abbiamo fatto un giro
veloce attorno ai Casoni dei Peri, ci siamo dati una riscaldata con
una potentissima grappa sarda e via a nanna.
Ci siamo poi ritrovati
la sera del 27 marzo, ancora sul sagrato della chiesetta dei Casoni
dei Peri; il tratto iniziale e quello finale della passeggiata erano
gli stessi della volta precedente ma il giro è stato molto più
lungo e ci ha condotti sin quasi alla Morsella. Gran finale con
moscato e brasadè, alla maniera dell'Oltrepo.
Alcuni
Lunatici si chiedono come mai ultimamente si parta sempre da questa o
da quella frazione e non più da Mortara. Il quesito ha messo
un po' in imbarazzo il nostro capocarovana Piero Lunotto (meglio
conosciuto tra i suoi colleghi guide notturne come Pierrot), che
essendo persona poco ciarliera ha faticato non poco per spiegarci
come nella brutta stagione l'inquinamento luminoso sia molto più
percettibile e fastidioso: se la notte è serena l'aria più
limpida esalta ogni minimo bagliore; se il tempo è brutto la
coltre di nubi si macchia di vasti e sgradevoli aloni rossastri, e in
più viene a mancare la provvidenziale schermatura fornita
dalle chiome degli alberi. Questo, essenzialmente, è il
motivo che negli ultimi mesi ci ha portati su sentieri sempre più
lontani dalla nostra città, ormai diventata un inferno di luci
circondato da una campagna poverissima di piante.
Bisogna dare atto
al nostro capocarovana che elaborare questi itinerari non è la
cosa più semplice del mondo; la notte è disseminata di
fonti di stress che ne possono guastare l'incanto: emissioni rumorose
o maleodoranti, possibilità di incontri spiacevoli,
attraversamenti stradali pericolosi o, per l'appunto, luci che ti
abbagliano. Trappole che talvolta è impossibile evitare e di
cui bisogna ridurre al massimo l'impatto se non si vuole rovinare
tutta quanta la bella passeggiata.
Sotto questo punto di vista
l'ultima camminata è stata davvero ineccepibile: dopo un bel
pezzo di campagna alberata in cui le boscaglie e i pioppeti, seppure
spogli, facevano efficacemente da schermo alle luminarie superflue,
si è costeggiata brevemente la scintillante mostruosità
dell'inceneritore di Parona che essendo apparso quasi all'improvviso
ha fatto anche lui la sua porca figura pur essendo un pugno in un
occhio, e di quelli tosti. Giunti in vista della Morsella si è
invertita la direzione di marcia, e per la prima volta da che
esistono i Lunatici ci siamo goduti un lungo tratto di campagna
aperta assolutamente libero dall'inquinamento luminoso: non si vedeva
una sola luce artificiale e non c'erano riflessi sull'orizzonte, che
si presentava di un uniforme blu profondo.
Va detto, a onor del
vero, che la notte era oltremodo serena, che l'aria era quasi
tiepida, che la Luna era luminosa ma senza strafare, e che ci
trovavamo nel territorio di Gambolò. Entro i confini del
nostro comune uno spettacolo del genere non è neppure
immaginabile.
Tuttavia la prossima camminata, che si terrà
la sera del 24 aprile, vigilia della Festa della Liberazione, partirà
nuovamente da Mortara e avrà un percorso molto particolare che
ci permetterà di rendere un sincero omaggio a chi ha
combattuto e ha dato la vita per abbattere la dittatura fascista.
Sarà un Appuntamento con la Luna molto suggestivo, a cui sono
invitati tutti i lettori e gli amici di Esteban, per non dimenticare.
Chiudiamo con una proposta: perchè non fare una bella
passeggiata sotto lo sguardo della Luna proprio in città?
Non è una sfida facile, si tratta di individuare tutta una
serie di punti in cui la bellezza della Luna sia valorizzata da una
cornice di tetti, comignoli, antenne e campanili.
Chiediamo il
vostro aiuto: uscite la sera, drizzate il collo e guardatevi attorno;
aspettiamo i vostri suggerimenti.
Lino Maia
24aprile 2010
Amiche
e amici della Luna, l’ultima uscita dei Lunatici era fissata per la
sera del 24 aprile, e abbiamo pensato fosse una bella cosa cogliere
l'occasione per celebrare a modo nostro la Festa della Liberazione.
La passeggiata ci ha condotto sino alla lapide che ricorda il
giovanissimo partigiano Angelo Aspesi morto in combattimento sul
confine tra Mortara e Nicorvo, un percorso decisamente lungo su
sentieri che le recenti piogge avevano resi un po' malagevoli ma che
i numerosi partecipanti hanno affrontato con un encomiabile
entusiasmo. Il semplice monumento che ricorda il sacrificio di
Angelo sorge tra le risaie, proprio a cavallo del fosso dove il
ragazzo ha trovato la morte, un punto molto suggestivo dove ci siamo
fermati per un momento di semplice ma sentita commemorazione. Sulla
via del ritorno una sosta provvidenziale sul sagrato della Madonna
del Campo ha permesso alla comitiva di recuperare forze e baldanza:
uno dei partecipanti festeggiava il compleanno e ha offerto dolci e
bevande a tutti quanti. Ritorno in città a tarda ora, con
grande soddisfazione per una passeggiata impegnativa ma che sarà
sicuramente ricordata come una tra le più simpatiche e
festose. La
volta scorsa mi sono lasciato scappare un accenno alle Guide Notturne
e la cosa ha destato qualche curiosità tra i lettori, però
qualcun altro (Pierrot Lunotto, il nostro capocarovana) si è
un po' scocciato, quasi avessi rivelato chissà quale segreto.
Che ogni comitiva di camminatori notturni abbia il suo capocarovana
è una cosa talmente ovvia che non vedo proprio cosa ci sia da
stupirsi o, peggio ancora, da aversene a male se se ne parla. Ho il
vago sospetto che l'irritazione nasca dal fatto che la categoria
delle Guide Notturne è piena di asociali che al solo pensiero
di poter essere considerati per l'appunto come una categoria
diventano verdi come i ramarri. E tuttavia la figura professionale
(chiamiamola così) del capocarovana notturno è una
realtà, anche se è quanto di più indefinibile
possa esserci. Per diventare Guida Notturna non si frequentano
scuole e non c'è nessuno che ti dia una patente; in genere ci
si ritrova capocarovana senza neppure capire bene come sia successo,
è automatico. Anche perchè è difficile che si
possa formare una comitiva di camminatori notturni se tra di loro non
c'è già qualcuno che magari senza saperlo abbia la
stoffa della guida. Però notturna, che è una cosa
tutta particolare, agli antipodi dei classici organizzatori di
escursioni, scampagnate e pedalate ecologiche, che difatti una volta
che sia calata l'oscurità si ritrovano inevitabilmente
spiazzati in quanto vengono meno quelle componenti per così
dire performanti che o poco o tanto caratterizzano sempre le
camminate alla luce del sole. Sotto la Luna, sostanzialmente, si
passeggia. Magari ci si stanca pure, perchè la passeggiata
può anche essere lunga, però alla fin fine si tratta di
un bighellonare che ha come unico scopo quello di godere di uno
spettacolo che in larga misura è imprevedibile anche per chi
ha organizzato la camminata, conosce la zona percorsa e ha pure fatto
il doveroso giro preventivo di ricognizione. Perchè di notte
cambia tutto. Di giorno il paesaggio mostra il suo aspetto, che è
quello che è e cambia di poco se c'è il sole o se fa
nuvolo. Di notte, al contrario, quel che si offre alla percezione è
un gioco mutevole di ombre (tante) e di luce (poca) che altera senza
riguardo la fisionomia del territorio attraversato e che viene
sottolineato da suoni che giungono singolarmente esaltati, dai
movimenti dell'aria e da ogni pur minima variazione di temperatura.
Basta un transito di nubi basse o un temporale che si avvicina
preceduto da imperiose folate di vento perchè quella che sotto
una luna serena si presentava come una veduta di sogno si trasformi
in una cartolina dell'Inferno incupita da riflessi rossastri e
bagliori minacciosi. Di fatto, l'impegno principale della Guida
Notturna consiste nel garantire alcune indispensabili precauzioni (ad
esempio il nostro capocarovana ci costringe a girare portando con noi
dei lanternini a mano che pretende siano sempre accesi, e non perchè
li trovi pittoreschi ma perchè così gli riesce più
facile contarci quando la comitiva si sgrana in tanti gruppetti
disseminati lungo il sentiero); una volta però che i suoi
compagni di avventura siano posti in relativa sicurezza, una buona
Guida Notturna è quella che li stressa il meno possibile, in
maniera che ognuno possa gustarsi la passeggiata nel modo che più
si addice alla propria sensibilità; a costringerli a fare
gruppo si perderebbe la parte più significativa di questi
vagabondaggi notturni che in qualche maniera riescono sempre a
metterti di fronte a sensazioni e ad emozioni perlomeno poco usuali.
Lino
Maia

|