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appuntamenti lunatici

2014: le frazioni al chiaro di luna

(aspettate a segnarvi già le date sull'agenda: possono cambiare a seconda del clima o di altre variabili al di fuori del nostro controllo. Tenetele come una indicazione di massima)

SABATO 15 MARZO

LE FRAZIONI AL CHIAR DI LUNA, passeggiate notturne con il Villaggio di Esteban; prima uscita: ALLA RICERCA DEL BOSCO CHE NON C'E', con partenza dalla frazione GUALLINA; percorso di circa due ore, al netto di soste ed imprevisti. Ci si trova alle 21 davanti al Campo Sportivo di Mortara per recarsi in auto alla frazione; secondo appello per i ritardatari alle 21.30 davanti alla chiesetta della Guallina.

SABATO 26 APRILE

LE FRAZIONI AL CHIAR DI LUNA: PER NON DIMENTICARE, la ormai tradizionale passeggiata notturna che Esteban dedica alla memoria dei combattenti per la libertà. Quest’anno giungeremo sino alle porte di Albonese per onorare il partigiano GIOVANNI GENESTRONE, morto a ventun’anni appena compiuti il 19 aprile del 1945. Partenza dalla frazione MADONNA DEL CAMPO, durata prevista: tre ore, appuntamento alle 21 al Santuario della Madonna del Campo.

SABATO 14 GIUGNO

LE FRAZIONI AL CHIAR DI LUNA: UNA TERRAZZA SULLA LOMELLINA; partenza dalla frazione CASONI DEI PERI, durata netta prevista: due ore; appuntamento alle 21 al Campo Sportivo di Mortara o alle 21.30 alla chiesetta dei Casoni dei Peri.

SABATO 4 OTTOBRE

LE FRAZIONI AL CHIAR DI LUNA: ALL'INFERNO E RITORNO; partenza dalla frazione MEDAGLIA, durata netta prevista: due ore; appuntamento alle 21 al Campo Sportivo di Mortara o alle 21.30 alla chiesetta della Medaglia.

SABATO 6 DICEMBRE

LE FRAZIONI AL CHIAR DI LUNA: AI CONFINI DELLA REALTA', ultima passeggiata notturna dell'anno, dedicata ai veri innamorati della Luna; partenza dalla frazione CASONI DI SANT'ALBINO, durata netta prevista: tre ore; appuntamento alle 21 al Campo Sportivo di Mortara o alle 21.30 sulla piazzetta dei Casoni di S.Albino.







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Le Cronache Lunatiche 
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CHI SONO I LUNATICI?

Alla gente che abita nel Villaggio di Esteban piace uscire la sera, sì ci sono le televisioni, ma appena appena, c'è internet, ma poi la gente la devi vedere in faccia, il mondo ha degli odori e tante altre cose che non si sa dire, ma le senti solo se ci sei dentro.
A loro piace, a volte, provare a vedere le cose da altri punti di vista. Tipo la campagna, almeno il poco che ne rimane, di giorno va bene, ma di notte? Sotto la luna piena. Per carità, niente sciocchezze new age, solo la voglia di vedere il mondo con una luce diversa.
E poi loro amano fare le cose insieme; di notte da soli in mezzo ai boschetti e alle rogge forse hai un po' paura, ma non se sei insieme agli altri, se cammini con loro, con qualche piccola lanterna, qualche cane che ti segue. E magari, quando sei lì, ti viene voglia di leggere una poesia, una storia, ti viene in mente una canzone e vuoi farla sentire agli altri.
Oppure vuoi solo farti sorprendere da un silenzio, diverso da quelli a cui sei abituato.
E così i primi hanno iniziato quasi per gioco, poi a poco a poco si sono aggiunti  altri e adesso quella dei Lunatici è una Compagnia numerosa, che si ritrova tutti i mesi verso il plenilunio, a percorrere le campagne, per quello che è diventato un appuntamento fisso con la luna a cui tutti sono invitati. Oramai le creature notturne dei boschi e dei campi sono abituate a questi piccoli cortei, a volte un po' rumorosi, con le loro piccole fiaccole che nell'immensità della notte sembrano ancora più minuscoli, come sfilate di gnomi.
E camminando imparano. Imparano a scoprire le bellezze che comunque ci sono nascoste intorno a loro e che solo conoscendole, poi si sente il bisogno di difenderle; imparano che, forse, se invece di chiuderti in casa per paura di quello che c'è fuori, provi a conoscerlo puoi scoprire tante cose inaspettate, e che il bosco non è un posto pieno di nemici.
Intanto alle poste del villaggio è arrivata questa lettera, spedita da uno dei primi lunatici, che non si è mai perso una passeggiata:

IO SONO UN LUNATICO

Dire che sono contento di aver partecipato a tutte le passeggiate notturne dei Lunatici è dire poco; sarei più vicino alla realtà se confessassi che la cosa mi rende euforico, e pazienza se chi legge penserà che sto esagerando.   In effetti non è facile spiegare a chi non ha condiviso questa esperienza singolare quali emozioni essa possa provocare e che bizzarro senso di appartenenza si instauri all’interno di un gruppo di persone che si ritrova per fare una cosa che in fin dei conti è banalissima e allo stesso tempo assolutamente fuori dal normale : camminare in aperta campagna sotto la Luna.   Sono un Lunatico della prima ora, ho partecipato anche alle pionieristiche escursioni di prova, quando si cercava di capire quale potesse essere il percorso migliore da proporre al pubblico per la prima uscita ufficiale.   Prima uscita che tra l’altro era stata fissata in una data difficile, a Luna piena già passata da un pezzo, il che (come forse non tutti sanno) significava una levata tardiva della Luna e di conseguenza, per noi, la necessità di individuare con una certa precisione il punto e il momento più indicati per presentarci all’appuntamento con la Regina della Notte.   Il problema era soprattutto quello di non arrivare troppo presto, e ci aiutarono a tirar tardi nel modo più piacevole le giovani artiste della scuderia di Lorella Carisio, che tra le altre cose ci regalarono un momento di autentica magia suonando il tema di Harry Potter alla luce di fiaccole e lanterne.   A parte un ragazzino ruzzolato in una tana di nutrie lungo il Canale (ma era un tipo tosto e la prese bene), quella volta filò tutto a meraviglia, anche se il clima incerto di fine estate aveva messo in forse fino all’ultimo momento la manifestazione.   A dire il vero, il rapporto dei Lunatici con gli agenti atmosferici è sempre stato un po’ problematico.   Alla seconda uscita, una bufera di vento scatenatasi nel pomeriggio ci aveva quasi convinti a dare forfait, poi invece il vento cadde e andò di nuovo tutto alla perfezione.   La volta successiva il cielo era coperto e non prometteva nulla di buono, e ci beccammo persino una spruzzatina di pioggia, poi le nubi si aprirono e fece la sua apparizione una Luna (quasi) Piena strepitosa, mentre agli estremi opposti dell’orizzonte impazzavano due furiosi temporali.   Quella fu la volta che perdemmo la Tania, la cagnolina di due ragazzi che partecipavano alla camminata.   Ritrovare un cane in aperta campagna, e per di più di notte, è un’impresa, ma riuscimmo a rintracciare la povera Tania al Dosso dei Conigli (lo so che sembra inventato ma è tutto vero) e la cosa ci gasò parecchio, volenti o nolenti stavamo creando la mitologia dei Lunatici.   Perchè a far parte dei Lunatici – l’ho detto e lo ribadisco – ci si esalta un attimino, ed è comprensibile, giacchè entrano in gioco emozioni forti ed imprevedibili.   A fine agosto, durante l’ultima camminata, mentre un’arietta un po’ freschina ci carezzava la testa e le spalle, salivano a tratti dal suolo, inattese e sorprendenti, certe folate calde che si abbattevano come onde sulle nostre gambe, una sensazione stimolante e mai provata, sotto un cielo di una limpidezza rara in cui troneggiava una Mezza Luna abbagliante che inondava dei meravigliosi colori della notte la campagna tutt’intorno a noi.   Vagando sotto la Luna c’è chi si incanta nello scoprire un paesaggio che non aveva neppure mai immaginato, e chi si inquieta scoprendo dentro di sè paure che non sapeva di avere; chi impara ad apprezzare il silenzio e chi, al contrario, non smette mai di parlare, forse per esorcizzare chissà che cosa.   Camminando, i gruppetti si formano e si disfano e la fila di lanterne dalle luci tremolanti si allunga e si scompone per poi ricompattarsi nei punti cruciali del cammino : un bivio, un ponte privo di spallette, un bosco particolarmente oscuro.   Oppure l’attraversamento di una strada trafficata, che è sempre una doccia fredda, il momento in cui ci si rende conto di quanto si sia andati lontano senza esserci spostati più di tanto dalle nostre case e dalle nostre vite di tutti i giorni.

                                                                                            Lino Maia