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LA MERAVIGLIA E LA PIAZZA


Obiettivo: sullo stile del nostro manifesto di costituzione esprimere cultura e relazione dal basso, unendo il piacere di raccontare, alla scelta di parlare a tutti dalla piazza come avveniva nel passato, al fatto che raccontando di noi si parla delle nostre radici in un tempo in cui prevale il pensiero unico.

Venerdì 7 Ottobre 2005 ore 20,30 sino alle 24,00 Luogo: Piazza del Municipio di MORTARA

 

Un tempo, il silenzio e l'ozio hanno sicuramente contribuito all'inizio della filosofia, della poesia , dell'arte , lo stupore e la meraviglia di fronte allo spettacolo della vita hanno portato l'uomo alla curiosità di andare a vedere la causa prima delle cose e il piacere di relazioni sicuramente più appaganti delle nostre, strette dall'assedio del consumo e della fretta.


Senza dubbio la filosofia, l'arte, la cultura, la poesia hanno cominciato  a diffondersi nelle piazze e nei luoghi dove passava la gente. Pensare o raccontare ad alta voce davanti ad una moltitudine, in un tempo in cui si sfugge al pensiero, è la sfida che come Associazione “Il villaggio di Estaban” vogliamo proporre a Mortara. Sarà la piazza del municipio il luogo in cui vogliamo venire a raccontare e a raccontarci.

Gli interlocutori saranno gli abitanti delle case della piazza, i gruppi di ragazzi che qui s’incontrano per accorciare la notte e raccontarsi le proprie storie, oppure per sfuggire alla solitudine vissuta durante una settimana piena di noia e di ore vuote, la gente delle frazioni venuta a prendersi un gelato nella gelateria all'angolo, o del centro città di passaggio, lavoratori , studenti, seduti o in piedi vicino alla bella fontana della piazza, dal suono quasi impercettibile.


Tutti in piazza dal ragazzo della Mortara bene all'anarchico del centro sociale di Vigevano, tutti coloro che lo vorranno, potranno ascoltare l'invito della piazza che proporrà  i grandi temi di sempre.

La passione per fare , creare e giocare la propria  esistenza per una persona, un ideale, un utopia.

La libertà, la sublime esperienza di potere scegliere, che lascia l'uomo responsabile del proprio destino in un universo popolato ancora dal mistero.

La felicità, la necessità di essere felici tra le correnti individualiste del nostro tempo tra le campane del consumismo e la competitività, nel  rumore, nel silenzio, nelle scelte del laico che non sente più il bisogno della voce degli dei, nello spirito religioso e mistico che salva  l'attimo della vita nell'eternità' di Dio.

Il viaggio, la voglia di andare, che ricorda il movimento della vita, il tempo con le sue stagioni, il divenire, la vita e la morte, l'uomo che passa, che sogna ed attende.

L'amore che da significato ai nostri giorni, che riempie lo spazio di colori, che abbellisce i sentieri più  tristi e incanta con la sua magia.


Di tutto questo vorremmo parlare, ma soprattutto ci piacerebbe aprire anche solo per una sera, uno spazio nuovo dove si confrontano e si amano le idee e le esperienze della post-modernita' , voci diverse in una città pesantemente schiacciata dal ricatto occupazionale e dalla colonizzazione ambientale, una città che fatica a ritrovare la sua originalità e la sua voglia come in passato di stupire e di rinnovarsi.
                                                                                                   


Invito (pdf)